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Un Solar Impulse del Gnl

foto-ruggiero

A novembre le società Enagás, Gas Natural Fenosa e l’operatore ferroviario spagnolo Renfe hanno comunicato di voler avviare un progetto sperimentale di alimentazione Gnl per i treni, da portare avanti in collaborazione con Institut Cerdà, Armf e Bureau Veritas.

L’iniziativa punta a verificare la fattibilità tecnica, economica e ambientale della conversione ferroviaria alla propulsione Gnl e prevede una prova pilota su un treno Feve 2600 alimentato a diesel, in servizio su una tratta di 20 km tra le stazioni di Trubia e di Baiña, con estensione a Figaredo, nelle Asturie.

Si tratta di un progetto che rientra nell’ambito del recepimento e dell’applicazione in Spagna della Direttiva Ue Dafi sui combustibili alternativi, ma dal respiro più ampio visto che intende verificare la fattibilità di questa soluzione per l’intero sistema ferroviario europeo.

Questa nuova sperimentazione è una buona notizia, anzi ottima, per il settore del Gnl perché apre uno spiraglio sulla diversificazione degli usi finali, elemento imprescindibile se si vuole giustificare la liquidità del mercato gas alla quale tendono sia la strategia europea sia quella italiana, dove, orami da anni, si punta al modello “hub del gas”.

In quest’ottica la riconversione ferroviaria a Gnl dovrebbe essere presa rapidamente in considerazione anche nel nostro Paese che, di contro, è sempre arrivato prima degli altri sull’innovazione per la mobilità leggera a gas.

Inoltre, si potrebbe provare a fare anche qualche passo in più verso il futuro. All’uso del gas (e dell’idrogeno) quale carburante per gli aerei si è pensato già negli anni ’80. Oggi questa soluzione viene sperimentata da alcune delle maggiori compagnie internazionali, come la Qatar Airways, e la tecnologia per i motori non manca, grazie anche a quanto già consolidato in campo navale. Perché, allora, non immaginare un aereo alimentato a Gnl?

I problemi tecnici sembrano difficilmente superabili, basti pensare ai pesanti serbatoi criogenici da allestire sui mezzi aerei, ma a tendere non c’è limite che si possa mettere alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica. In un certo senso si potrebbe ricalcare quanto fatto dal progetto svizzero Solar Impulse: aereo alimentato esclusivamente ad energia solare che ha compiuto il giro del mondo.

L’aspetto più interessante sta nel fatto che Solar Impulse non nasce per promuovere il fotovoltaico nell’aviazione ma per spronare tutti a sfruttare quanto più possibile l’energia del sole in ogni campo di applicazione, non solo nei trasporti. Un’operazione prima di tutto culturale e poi tecnica.

Mutuando questa logica, servirebbe un Solar Impulse del Gnl - un aereo, un treno o un altro tipo di mezzo - per affermare l’idea che con il Gnl si può andare realmente in qualunque direzione.